| L'Opera Popolare |
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L’Opera Popolare è un genere di teatro musicale. Un genere che discende da una lunga tradizione che parte dal melodramma romantico e la tragedia lirica, passando attraverso l’Opera lirica e la commedia musicale, per arrivare ad un genere ibrido nuovo e moderno fatto di recitazione, canto e ballo, con scenografie avveniristiche, illuminotecnica, proiezioni multimediali e impianti audio ad altissima fedeltà. La determinazione con cui gli autori e i produttori di Notre Dame de Paris difendono l’autonomia del genere non lascia dubbi sulla sua unicità e improbabile contaminazione con il musical anglosassone. In un'intevista rilasciata al Corriere della Sera siglata da Mario Luzzato Fegis, Riccardo Cocciante, che ha musicato le parole di Notre Dame de Paris, sottolinea con forza la netta distinzione tra i due generi: " il musical tradizionale è una forma vecchia di 50 anni che, oramai, non funziona più". L’Opera Popolare è un prodotto europeo, David Zard la definisce anche Opera Moderna, facendola proseguire genealogicamente dal melodramma che a distanza di pochi anni dalla sua apparizione nei teatri già assumeva caratteristiche diverse trasformandosi, grazie al progresso della tecnologia musicale e dell’ingegneria architettonica in Opera lirica: “Non amo usare il termine musical parlando della realtà delle mie produzioni. In Italia abbiamo una tradizione che si è evoluta dal melodramma romantico, all’opera lirica, dall’operetta, alla commedia musicale. Io produco opere di qualità, che discendono da una lunga tradizione. Il musical anglosassone è tutt’altro genere rispetto alla poesia e alla storia che trasmettiamo con le nostre produzioni. Il musical è paragonabile all’operetta: My Fair Lady, Mary Poppins e così via. Io produco Opera Moderna. Tosca Amore Disperato, ad esempio, è un’opera, vera e propria, solo che anziché essere messa in scena in un teatro illuminato da candelabri come l’Opera lirica di un tempo, prende vita nei palasport. Questa si chiama Evoluzione, questo è Progresso”. E prosegue argomentando: “le mie produzioni sono italiane, gli scenografi italiani sono i migliori al mondo, il palco, le quinte, le scenografie, i materiali stessi di per sé raccontano la storia, e il racconto si completa con le musiche e le parole degli attori in scena, tutto è assolutamente verosimile, è una verità reinventata ma credibile. Non intendo con questo denigrare il musical, semplicemente ne prendo le distanze”. |

