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Il teatro è pieno eppure silenzioso, il pubblico è educato, forse un pò intimidito dalle voci sulla presenza di esponenti di rilievo del jet set, insomma ci sono dei Vip, si vocifera.
Per gli artisti invece il silenzio è concentrazione, la tensione della prima replica in una nuova venue sono tangibili, Milano ha un pubblico particolare, meno abituato all'opera popolare. Infatti non li abbiamo incontrati, giusto qualche fugace apparizione nei corridoi ma poi sono rimasti tutti chiusi nei propri camerini, c’è tanta concentrazione.
Lucio vuole farci un regalo e fa la sua apparizione sul palco, la sua voce si mischia alla polvere che addensa l'aria, il teatro è questo: è la magia della parola incantatrice. Che voglia farci un sortilegio? Qualsiasi sia la motivazione, le sue parole ci rapiscono finchè un rumore di zoccoli di cavallo ci destano e annunciano l'arrivo di Tosca:
"Ai vostri piedi Tosca Au revoir Madame Bonne nuit..."
GIORGIO ARMANI era alla prima Tosca Amore Disperato a Milano e come lui, molti altri esponenti del mondo della moda e dello spettacolo, le voci nel foyer si rincorrono: "c'è anche Ballantini", " ci sono quelli di Striscia".
A Milano il risultato di uno spettacolo e il suo gradimento non si calcola in base agli applausi durante la scena, è il pubblico della lirica, rigoroso nell'etichetta. Infatti il gradimento di questo pubblico giunge alla fine, tra una scena e l'altra e nell'intervallo quando irrompre fragoroso fin dentro al palco, nella buca dove l'orchestra diretta dal maestro d'Onghia accompagna i cantanti, irrompe fin dietro al palco, dove i tecnici, i macchinisti, e tutto il back stage hanno il cuore gonfio di orgoglio per questa Tosca che tutti sentiamo un pò nostra. E poi ancora alla fine per 15 lunghissimi e lusinganti minuti.
Bravi i cantanti, Bravi i ballerini e acrobati, Brava l'orchestra, Bravo Lucio: bravi! bravi! bravi! bravi!
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