| Notre Dame nell'Arena |
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Avete mai fermato un sogno? Premuto il tasto pausa per godervelo fino in fondo, in ogni dettaglio, in ogni scena, in ogni angolo che poteva esservi sfuggito. Fatelo. E' perché non servono. Di nuovo, provate a descrivere ciò che vedete. Un braccio alzato. Uno sguardo perso nel vuoto. Labbra serrate, mani intrecciate. Occhi che bramano, istinti frenati. Inviti provocanti, gioia di vivere, disprezzo malcelato. Festosa follia, complicità spaesata, tormento fisico, rabbia e ingiustizia. Avete mai fermato un’emozione? Sembra impossibile descriverla, vero? Ma provateci. Aprite la vostra cassetta degli attrezzi e tirate fuori tutti gli aggettivi che conoscete. Notre Dame è un trionfo di aggettivi, non ci si stancherebbe mai. Non abbiate paura, forza: come sono quelle espressioni, quelle mani tese, quegli occhi sgranati, quelle spalle incurvate dal peso dei sentimenti e del destino? E' difficile, vero? Le frasi risultano pesanti, poco scorrevoli, così inadattae ad ingabbiare quello che vedete. E' perché non servono così tante parole. Bastano una manciata di nomi e tutti gli aggettivi di cui siete capaci. Un abbraccio disperato, un dito accusatore, mani giunte in preghiera, salti antigravitazionali, catene tese, bocche infiammate di passione di tormento. Abbandonatevi agli aggettivi, mentre guardate queste foto. |

