| Fiordaliso |
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Siamo con Ilaria de Angelis, che interpreta il ruolo di Fiordaliso in Notre Dame. Cominciamo a parlare del tuo personaggio, e cominciamo chiedendoti quanto di te c’è nel personaggio che interpreti ed eventualmente quanto di te riesci a portarci, nel personaggio. Be’, nel personaggio che interpreto sicuramente c’è un po’ di me: la ricerca dell’eleganza, è un personaggio sofisticato, e in qualche modo io mi sento un po’ così, quindi riesco a metterci del mio in questo senso. E’ un ruolo anche un po’ complesso, e quindi rispecchia un po’ anche il mio carattere. Sì, c’è del mio. L’unica cosa che è diversa da me, è che fondamentalmente io sono una buona [ride]… invece magari Fiordaliso è un po’ più calcolatrice, un po’ più… anche per lo sviluppo della storia che insomma lo richiede. Visto anche questo aspetto, c’è un personaggio di Notre Dame che avresti voluto interpretare se non fossi stata scelta per Fiordaliso? Be’, a prescindere che anche il ruolo di Esmeralda è molto bello. Però, se posso spaziare anche nei ruoli maschili, forse il ruolo che mi avrebbe divertito di più sarebbe stato Clopin, perché comunque ha un’intensità, una rabbia nei suoi pezzi che è forse l’opposto del mio personaggio che è invece magari molto contenuto, molto, dicevo, calcolato, quindi sì forse l’opposto mi piacerebbe, mi attrae molto. Noi vi vediamo sempre sul palco, siamo abituati a vedervi sul palco, ma i nostri fan sono curiosi di vedervi anche dietro il palco… c’è qualcosa di scaramantico, qualche rito particolare che fai per concentrarti, anche, prima dello spettacolo? Be’, scaramantico no. Non sono scaramantica, per niente, e mi spaventa esserlo, a dire il vero. Quello che mi piace è sicuramente starmene un po’ da sola. Succede spesso che magari mentre tutti sono in giro, si scaldano in giro, a me i cinque minuti prima dello spettacolo mi piace passarli qua, da sola, a pensare, anche a fare nulla; o magari anche semplicemente a fare qualche vocalizzo, poche cose. Mi basta un po’ concentrarmi, ecco. Questa è l’unica cosa che faccio. Ci puoi svelare così, in due parole, come sei approdata a Notre Dame, qual è stato il percorso che ti ha portato all’Opera? Sì, è stato un caso a dire la verità. Una mia amica mi ha detto – stavo facendo una commedia a Roma, e io ho un trascorso più che altro di gruppi musicali, ho avuto vari generi di musica alle spalle, e non avevo mai pensato al musical prima, o all’Opera musicale, perché questo non è un musical – e una mia amica m’ha detto: “Ilaria hai sentito che ci sono i provini per Notre Dame?”. E io ho detto: “Ma comunque il cast c’è già”, perché comunque nel 2002 il cast c’era già. E mi fa: “Sì, ma stanno cercando, fra virgolette, rinforzi”. E quindi sono stata molto felice… diciamo che ci ho messo un po’ prima di entrare nel cast, perché comunque i provini sono andati bene però ho dovuto aspettare che ci fosse bisogno di me, e quindi sono entrata nel 2003. Puoi rivolgere ora un saluto in camera? Sì, saluto tutti e vi ringrazio perché ho provato le più belle emozioni della mia vita qui dentro, quindi grazie! [bacio]. Grazie Ilaria. |

