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Il musical in Italia non ha lo stesso appeal che invece ha nei paesi anglosassoni, nonostante i successi ottenuti in passato dalla commedia musicale di Garinei e Giovannini con: Rugantino, Aggiungi un Posto a Tavola, Domani è sempre domenica, Se il tempo fosse un gambero, ecc. Lei crede che ci siano delle motivazioni socio-culturali per questa diffidenza?
Non amo usare il termine musical parlando della realtà delle mie produzioni. In Italia abbiamo una tradizione che si è evoluta dal melodramma romantico, all’opera lirica, dall’operetta, alla commedia musicale. Io produco opere di qualità, che discendono da una lunga tradizione. Il musical americano è tutt’altro genere rispetto alla poesia e alla storia che trasmettiamo con le nostre produzioni. Il musical è paragonabile all’operetta : My Fair Lady, Mary Poppins e così via. Io produco Opera Moderna. Tosca Amore Disperato è un’opera, vera e propria, solo che anziché essere messa in scena in un teatro illuminato da candelabri come l’Opera lirica di un tempo, prende vita nei palasport su palchi immensi, sotto i riflettori di un’illuminotecnica avveniristica, con musiche trasmesse da impianti ad alta fedeltà. Questa si chiama evoluzione ed è per questo motivo che non riscontro diffidenza nel pubblico, con Tosca Amore disperato quel muro l’abbiamo abbattuto.
Crede che la spettacolarità degli allestimenti scenici di Tosca e le coreografie in stile americano abbiano favorito un ritorno di pubblico?
Tosca è una produzione italiana, gli scenografi italiani sono i migliori al mondo, il palco, le quinte, le scenografie, i materiali stessi di per sé raccontano la storia, e il racconto si completa con le musiche e le parole degli attori in scena, tutto è assolutamente verosimile, è una verità reinventata, credibile, mentre lo stile Broadway non mi appartiene, lo reputo finto. Le coreografie di Daniel Ezralow sono incredibilmente efficaci, il suo stile è unico, è energia e comunicazione allo stato puro, uno stile ricco di contaminazioni che pur nella sua complessità risulta assolutamente comprensibile. È per tutti questi motivi che il pubblico ci acclama e ci ama, perché non raccontiamo niente di impossibile, è tutto vero, soprattutto le emozioni che nascono: sorrisi, sospiri e lacrime.
Notre Dame de Paris ha avuto un successo mediatico e di pubblico inaspettato, Lei ci ha creduto da subito?
“Ancor prima di subito”, altrimenti non avrei costruito un teatro per accogliere uno spettacolo di tali proporzioni e, al tempo, non avrei investito tutto quel denaro che non avevo.
Il paragone tra Tosca Opera Lirica e Tosca Amore Disperato è stato motivo di discussioni, la critica, oggi come all’epoca di Puccini, ha avuto delle perplessità nell’esprimere giudizi, mentre il pubblico in più di un’occasione ha dimostrato il suo consenso. Quali sono gli elementi che i critici non colgono a differenza del pubblico?
Il pubblico ama l’intrattenimento e i grandi artisti, è stato attratto dalla presenza di Lucio Dalla senza pensare a cosa fosse Tosca, prima che Lucio La facesse Sua. Tosca era un’opera la cui storia restava sconosciuta a buona parte del pubblico e il motivo sta nel fatto che la lirica è un genere per pochi. Un vero peccato perchè l’opera lirica nasce come genere popolare ma è stata strumentalizzata ed è divenuta un genere d’èlite. I critici che hanno espresso un parere negativo su Tosca Amore Disperato, sono quelli che criticano la musica leggera in generale, quelli che si occupano della lirica non si sono espressi perché non credo l’abbiano mai vista, non sono mai intervenuti.
Lei ha deciso di non produrre Romeo e Giulietta di Cocciante, nonostante la sua collaborazione col musicista in NDP, ma ha prodotto Tosca Amore Disperato, Pia de’Tolomei, Dracula, musicato dalla PFM; cosa La porta a scegliere di produrre o meno un progetto quando Le viene sottoposto?
L’opera era molto bella ma non abbiamo raggiunto degli accordi che ci soddisfacessero appieno. Il fatto è che avrei dovuto sottostare a richieste a mio avviso non accettabili, non sono un semplice esecutore dei desideri altrui; la mia scelta ricade sui progetti in cui posso realizzare qualcosa di mio.
Beh…la domanda è scontata vista La sua disinvoltura a parlare degli artisti con cui ha collaborato, David com’è lavorare con Lucio Dalla?
Lucio è molto controverso ma è piacevole, ama divertirsi in tutto ciò che fa. È una persona estremamente intelligente, rispetta le mie idee e laddove siamo in disaccordo cerca di portarmi dalla sua parte, giocherellando. Non si blocca di fronte alla mia reticenza, anzi strategicamente cerca di prevedere le mie risposte e argomentando di conseguenza, tra una battuta e l’altra. Insomma lavorare con lui è un po’ come fare una partita a scacchi dove lui applica divertenti strategie di persuasione.
Non resta che acquistare il biglietto e lasciarsi trasportare dalle note di una storia senza tempo...
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